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Foto e testo di Rossana Zampini

Valle del Giordano, 5 febbraio 2014, Nena News

Foto numero 1: La comunità di Fasayl, realizzazione di mattoni per la ricostruzione a seguito delle demolizioni israeliane. Fasayil è uno dei 29 villaggi palestinesi nella Valle del Giordano; completamente circondato da insediamenti è diviso in tre parti: Fasayil Al Techta (Area B), Fasayil Al Fauqa (Area C) e Fasayil Al Wusta (Area C).   Secondo gli Accordi di Oslo, tutti i villaggi situati in Area C sono sotto il pieno controllo militare, e dal 1967, con il pretesto di ”motivi di sicurezza”, Israele ha impedito alle comunità palestinesi della zona qualsiasi costruzione di case, scuole, ospedali e ha monopolizzato, distrutto e esaurito le risorse idriche della zona. Vietando agli agricoltori l’uso del Fiume Giordano e del Mar Morto, ai palestinesi non resta che l’utilizzo di acqua sporca proveniente da sorgenti in condizioni trascurate.

Foto numero 2: Comunità di Humsa. Sia le case che le baracche di animali risalgono a prima del 1948 e all’occupazione israeliana: l’incursione rientra infatti nella più ampia occupazione della Valle del Giordano (circa il 30% del territorio della Cisgiordania),  che ha drasticamente ridotto la popolazione palestinese da 320mila a 56mila residenti. Il progetto e la realizzazione della Firing Zone hanno segregato di fatto gli agricoltori in aree circoscritte circondate da posti di blocco, vietando ai palestinesi la costruzione di infrastrutture e altri progetti di sviluppo, ma incoraggiando dall’altro lato piani di espansione degli insediamenti coloniali israeliani; la maggior parte delle comunità palestinesi non è collegata a reti idriche, elettriche, telefoniche e al trasporto pubblico.

Foto numero 3: Accoglienza nella Friends Meeting House nel villaggio di Al Jiftlik. La Friends Meeting House è l’edificio più antico della Valle del Giordano e risale ai tempi della dominazione ottomana. Dopo la ristrutturazione è divenuto il centro di coordinamento della campagna di solidarietà della Valle (Jordan Solidarity Movement) e delle attività di collaborazione tra comunità locali e volontari internazionali.   L’obiettivo è il superamento di progetti ”a pioggia”, piani settoriali e politiche di normalizzazione, imposti dall’alto e con mera funzione assistenziale: l’approccio intersettoriale e la collaborazione pacifica tra istituzioni, popolazione e volontari sono gli unici in grado di favorire un uso razionale delle risorse per una  futura sostenibilità territoriale.

Foto numero 4: Bulldozer israeliani hanno invaso le terre di due famiglie palestinesi nella Valle del Giordano, nel villaggio di Ib-Ziq.  L’irruzione è avvenuta alle ore 10 a Ibziq, nei pressi di Tubas, a seguito di un ordine di demolizione rilasciato nel giugno 2013. Senza alcun preavviso, le famiglie non hanno avuto il tempo di trovare altra sistemazione: la proprietà è stata completamente danneggiata, i loro averi sotterrati da cumuli di macerie, i loro animali dispersi nella valle e, avendo i soldati israeliani distrutto anche le loro tende, sono stati costretti a passare la notte fuori.

 

 

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