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B’Teselem ha documentato l’inferno quotidiano dei palestinesi in fila al check-point di Qalandiya. Un’altra violazione dei diritti umani da parte di Israele che è diventata routine

di Amer Aruri – B’Tselem

Roma, 12 maggio 2014, Nena News – Attese, controlli, ore sprecate: l’occupazione, in Palestina, passa anche da questo. Centinaia di persone attraversano ogni giorno il check-point di Qalandiya, a nord-est di Gerusalemme, in un inferno di controlli e perquisizioni che Israele è riuscita a trasformare in routine. La maggior parte vive a Gerusalemme est e se ne serve per raggiungere i quartieri palestinesi della città tagliati fuori dal muro si separazione israeliano: quartieri situati a pochi chilometri di distanza, normalmente raggiungibili con una rapida corsa in minibus, che ora si trovano a ore e ore di cammino da casa. Il check-point possiede quattro punti di controllo per i pedoni e dei tre per le automobili, ma raramente sono tutti in funzione.

 

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