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Alloul si versò sulla testa polvere e sassi per sottolineare la condizione di Gaza senza acqua potabile e ridotta in macerie dai bombardamenti israeliani dell’estate del 2014. Ora è sotto accusa per i suoi post di Facebook.  Intanto in Cisgiordania si teme per la salute di un altro giornalista Mohammed Qaiq, arrestato a novembre da Israele e in sciopero della fame.

Ayman Alloul

Ayman Alloul

della redazione

Gaza, 7 gennaio 2016, Nena NewsI servizi di sicurezza del governo di Hamas a Gaza continuano a detenere il giornalista Ayman Alloul, collaboratore della tv irachena Alforat TV e di quella tedesca DW, arrestato a inizio anno.

Mohammad Alloul, il figlio del reporter, ha raccontato che agenti dei servizi di sicurezza hanno arrestato il giornalista il 2 gennaio e lo hanno portato nel centro di detenzione di “Ansar” a Gaza city. “Hanno confiscato i suoi due computer e mi hanno chiesto di fornire le password per leggere i testi scritti da mio padre – ha riferito – ho avuto modo di incontrarlo ma non di parlargli, mi è apparso molto affaticato”.

I servizi di sicurezza hanno spiegato, ha aggiunto Mohammad Alloul, che l’arresto è legato ad alcuni post del giornalista sulla sua pagina Facebook a proposito della gestione dei valichi di confine giudicati dalle autorità “pericolosi per la sicurezza del governo”.

Alloul è un reporter noto anche per la sua particolare versione, legata alla situazione di Gaza, dell’Ice Bucket Challenge, la campagna del 2014 volta a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla sclerosi laterale amiotrofica attraverso filmati di persone riprese mentre si versano o alle quali viene versato un secchio d’acqua sulla testa. Alloul invece si versò sulla testa polvere e sassi per sottolineare la condizione di Gaza senza acqua potabile e ridotta in macerie dai bombardamenti israeliani dell’estate del 2014 (Operazione Margine Protettivo).

Intanto in Cisgiordania i familiari chiedono la liberazione immediata di Muhammad Qaiq, corrispondente della televisione al-Majd, arrestato dall’esercito israeliano lo scorso 21 novembre e condannato a sei mesi di detenzione amministrativa (senza processo). Il giornalista è in ospedale ad Afula in gravi condizioni per lo sciopero della fame che attua da oltre 40 giorni. Nena News

 

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  1. Chiari Rispondi

    Mi sembra che ci sia da correggere l’anno del bombardamento, era il 2014.
    Saluti

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