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Poche settimane fa la corte di Nazareth ha rifiutato l’appello degli attivisti palestinesi; l’11 giugno la polizia israeliana ha confiscato le tende. Ma i profughi non se ne vanno.

 

 

Foto Rossana Zampini

Kufr Bi’rem, 17 giugno 2014, Nena News – I rifugiati “ritornati” di Kufr Bi’rem resistono. Dopo un anno di lotte, poche settimane fa la corte distrettuale di Nazareth ha rifiutato l’appello presentato dagli attivisti palestinesi contro l’ordine di evacuazione emesso dalle autorità israeliane. L’11 giugno funzionari dell’Israeli Land Administration si sono presentati nel piccolo villaggio cristiano al confine con il Libano, nel profondo Nord della Galilea, accompagnati dalla polizia. I poliziotti hanno confiscato le tende e distrutto l’orto.

Le autorità israeliane hanno staccato la rete elettrica e quella idrica. Tre attivisti palestinesi sono stati arrestati per aver protestato contro la distruzione in corso. Ma nonostante ciò, i rifugiati resistono: non intendono abbandonare il loro villaggio, da cui furono cacciati nel 1948 durante la Nakba e che fu distrutto dai bombardamenti israeliani nel 1953, dopo che l’Alta Corte aveva emesso una sentenza che permetteva ai profughi di tornare. Da allora, il movimento non si è mai fermato, tra sit-in, manifestazioni, appelli ai tribunali e campi estivi. Fino all’agosto 2013: dopo l’ultimo campo estivo, i profughi hanno deciso di restare a vivere nel villaggio, dove hanno mantenuto una presenza stabile grazie all’impegno di anziani, famiglie e bambini. Nena News

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