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Ieri oltre mille persone hanno partecipato ai funerali del giovane ucciso al checkpoint di Za’atara. Secondo l’autopsia è stato colpito da 14 proiettili al cuore, ai polmoni e alla testa. Un tassista smentisce i soldati.

 

Foto e testo di Salvo Elle

Huwwara (Cisgiordania), 6 giugno 2014, Nena News – Piu’ di mille persone hanno atteso che il corpo di Alaa Mohamed Awad Odeh tornasse a casa, nel villaggio di Huwwara, dopo l’autopsia eseguita a Nablus. Un lungo corteo, tra grida di dolore, lacrime, fiori, ha unito parenti, amici, e tanta gente venuta da fuori. Un altro shaid (martire), come è considerata in Palestina ogni persona morta nel conflitto con Israele, cui tributare grandi onori.

Secondo la versione ufficiale dell’esercito israeliano, il trentenne ucciso nella tarda serata di lunedì al checkpoint di Za’tara (sud di Nablus) avrebbe aperto per primo il fuoco, da cui la raffica dei militari. Una versione che non ha convinto nessuno nel villaggio. Awad era un ragazzo semplice, padre di due bambini e lontano da ogni attività politica. E sono diverse decine le uccisioni deliberate di civili palestinesi giustificate dalle forze di occupazione come casi di risposta al fuoco.

Secondo l’autopsia, il corpo del ragazzo aveva circa 14 ferite da arma da fuoco, concentrate tra il petto, l’addome e le cosce, tra cui una grave ferita al cuore e ad entrambi i polmoni ed una alla nuca. Il braccio sinistro presentava fratture multiple, e una grossa ferita alla gamba sinistra. Mancavano due dita sia alla mano che al piede destro. Segni inequivocabili di una violenza sproporzionata.

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani ha inviato un appello per un’indagine neutrale e imparziale sulla morte del giovane. A rendere più forte la richiesta, una testimonianza raccolta dallo stesso centro: a parlare è il tassista che ha accompagnato Awad al checkpoint la notte dell’accaduto. Il ragazzo non stava trasportando niente quando è sceso dall’auto ad una cinquantina di metri dalla barriera del check point, vicino ad una cabina normalmente riservata ai coloni, per aspettare la consegna di materiale per il suo negozio. Quando il tassista è andato via, Awad era ancora lì mentre i soldati stavano perquisendo un altro veicolo. Una ventina di minuti dopo, i media diffondevano la notizia della morte di un uomo. Nena News

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