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Per sei giorni il PalFest 2015 ha dato spazio ad autori e autrici palestinesi e alcuni scrittori stranieri attraverso reading, seminari e incontri a Betlemme, Nablus, Ramallah, Gerusalemme Est e Haifa, oltre a Gaza, seguiti sempre da un folto pubblico.

Un momento degli incontri a Gaza (foto Michele Giorgio)

Un momento degli incontri a Gaza (foto Michele Giorgio)

della redazione

Gerusalemme, 28 maggio 2015, Nena News – Si chiude oggi in Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme Est l’ottavo Festival della Letteratura Palestinese (PalFest 2015). Anche questa edizione è stata corononata da successo. A cominciare dall’interesse che ha riscosso a Gaza dove la curatrice, Ebaa Rezeq, è riuscita a coinvolgere un pubblico giovane e desideroso di prendere parte ad un evento culturale alquanto raro nella Striscia. Inoltre, attraverso l’utilizzo di collegamenti via skype, Rezeq ha potuto mettere in contatto il suo pubblico con i partecipanti al programma del Palfest 2015 a Ramallah, rompendo così l’isolamento, anche culturale,  di Gaza.

Per sei giorni il PalFest 2015 ha dato spazio ad autori e autrici palestinesi e alcuni scrittori stranieri attraverso reading, seminari e incontri a Betlemme, Nablus, Ramallah, Gerusalemme Est e Haifa, oltre a Gaza, seguiti sempre da un folto pubblico.

Il Festival della Letteratura Palestinese – che nel 2008 ha avuto tra i suoi membri fondatori il drammaturgo inglese Harold Pinter e lo scrittore nigeriano Chinua Achebe – per questa edizione è stato patrocinato da esponenti della cultura mondiale come Philip Pullman, Emma Thompson e John Berger.

Nena News ha raccolto in video a Gaza le dichiarazioni, in lingua inglese, della curatrice locale del Palfest 2015, Ebaa Rezeq, e uno spezzone del reading del poeta Hani Bayari.

 

 

 

 

 

 

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