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Immediata la reazione di Tel Aviv: rapporto lacunoso, che falsifica la realtà. Ma per la Ong a Rafah si consumò una carneficina con l’intenzione di punire la città

rafah

della redazione

 Roma, 29 luglio 2015, Nena News – Presentato oggi a Gerusalemme un rapporto di Amnesty International (AI) che accusa le Forze armate israeliane di aver commesso crimini di guerra nel corso degli attacchi che la scorsa estate hanno devastato la Striscia di Gaza. Immediata la reazione di Tel Aviv che ha accusato la Ong di falsificare la realtà.

Secondo AI, durante gli attacchi aerei e terrestri lanciati in zone abitate di Rafah i soldati israeliani si sono macchiati di crimini di guerra e non è escluso che siano stati commessi anche crimini contro l’umanità. La Ong ha concluso che a Rafah, dopo che un ufficiale israeliano era caduto in agguato di Hamas, avvenne una “carneficina”, con un totale di 135 palestinesi uccisi fra cui 75 minorenni. Israele agì a suo giudizio “con una terribile indifferenza verso le vite umane civili, e lanciò attacchi sproporzionati ed indiscriminati”. L’attacco proseguì anche dopo il 2 agosto, quando l’esercito aveva già dichiarato morto l’ufficiale. Da qui nasce il sospetto, secondo Amnesty, che gli attacchi successivi fossero motivati dal desiderio di “punire” Rafah.

Un anno dopo, sostiene AI, “le autorità israeliane si sono astenute dal condurre indagini credibili, indipendenti ed imparziali su queste violazioni del diritto internazionale ed umanitario”. Le indagini interne condotte dall’esercito hanno avuto “carattere limitato”, e non hanno indicato colpevoli.

Nel rapporto sono ricostruiti nel dettaglio dettagliatamente gli attacchi “infernali” susseguitisi fra l’1 e il 4 agosto. I ricercatori di Amnesty – a cui Israele ha impedito l’ingresso nella Striscia – si sono avvalsi di tecniche investigative e di analisi sofisticate, messe a punto un team di ricercatori (Forensic Architecture) nell’Universita’ di Londra.

 Ma per Israele si tratta di falsificazioni. La reazione all’uscita del rapporto è stata immediata ed è arrivata dal ministero degli Esteri, secondo cui il rapporto è lacunoso “nella metodologia, nella ricostruzione dei fatti, nelle analisi e nelle conclusioni”. Amnesty, sostiene il ministero, “ancora una volta dimostra la propria ossessione verso Israele”. Nena News

 

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